Nel cuore della Valle Erro, un poco discosto dalla statale che porta al mare di Liguria ecco Cartosio, un paese di mezza collina dominato da un torrione quadrangolare di probabile origine saracena.
Appare poco probabile che a Cartosio si debba localizzare la mitica Caristum, la capitale degli Stazielli che il console romano Popilio Lenate distrusse senza pietà nel 186 a.C.; tuttavia ha un qualche fondamento l'ipotesi di un villaggio o di una palizzata-fortezza posta su un'ansa strategica della strada di collegamento tra Sassello (terra di origine degli Stazielli) e Acqui. Sicuramente il paese si formò in epoca altomedioevale ed era già di discrete dimensioni all'epoca del Vescovo Guido, che donò terreni in Cartosio al monastero di San Pietro d'Acqui. Nel 1054 l'imperatore Enrico III donò tutto il borgo alla chiesa di Acqui, che lo infeudò ai Marchesi di Ponzone, che lo tennero fino alla metà del XV secolo, quando passò agli Asinari, potente famiglie astigiana che tramite una accorta politica matrimoniale riuscì a insediarsi nei feudi delle casate aleramiche ormai in decadenza. Nel 1435 il Duca di Savoia Amedeo VII acquistò Cartosio dal Marchese di Gian Giacomo Monferrato e da allora il paese, sia pure con vicende alterne e con molte diverse dominazioni e occupazioni, entrò nell'orbita della casa regnante piemontese.

Abitanti: 810
Altezza s.l.m. 236 metri
CAP 15015
Prefisso 0144